Colpevole chi viene lasciato

Non sono rari i casi in cui è chi viene lasciato il vero responsabile della fine di una storia d’amore e non chi ne dichiara la fine.

Ci sono persone che, dopo i primi entusiasmi per una storia nuova (che spesso ancora storia non è ma è solo un possibile inizio di una storia) o anche durante una storia matura che magari non si è sviluppata secondo le proprie aspettative, si accorgono di non trovare nella relazione che stanno vivendo tutto quanto hanno immaginato ed invece di dichiarare con onestà questa triste ma umana e frequente scoperta e condizione di disagio, iniziano a denigrare quotidianamente il compagno o la compagna, a disprezzarne i comportamenti, a sottolinearne ogni possibile debolezza, ad evidenziare ogni fallimento di coppia o del compagno, piccolo o grande che sia, a porsi costantemente in posizioni di antitesi, ad incolparlo di ogni insuccesso, di coppia ed addirittura, proprio.

Ci sono persone che sono bravissime a scaricare le responsabilità delle proprie difficoltà e dei propri limiti su chi è loro accanto. Ci sono persone che non hanno la forza di amare ma pretendono di essere amati; amare, ce lo hanno insegnato e ce lo ricordano ogni giorno, non è mai semplicemente ricevere. Amare è umiltà, è riconoscere i propri limiti e dichiararli, è lavorarci per superarli, è sentire di volersi fare carico dei problemi dell’altro per aiutarlo a risolverli, è essere onesti, trasparenti ed aperti. L’amore inoltre deve essere alimentato, non è gratuito o dovuto, deve essere rigenerato, non è fatto di propositi ma di azioni continue concrete a favore dell’altro e della coppia.

E in tale circostanze, si arriva spesso alla dichiarazione della fine di una storia per iniziativa ma non certo per colpa, proprio di quel compagno che è stato denigrato, incolpato e spesso umiliato. Di quella persona che per stanchezza si sottrae, a prescindere dal proprio sentimento che probabilmente è scemato perché è stato logorato a lungo, dalla persona che da tempo non lo ama.

Allora, per non arrivare a questa inutile e triste sofferenza, ci vuole, da parte di chi non ama il compagno o la compagna, la forza e l’onestà di dichiarare il “mancato amore”. E nel contempo parimenti occorre, a prescindere dai proprio sentimenti, la forza e l’onestà di chi riceve tale dichiarazione, di rispettarla senza rancore ed anzi di accettarla con gratitudine per l’onestà dimostrata dal partner. Nessuna fine di una storia giustifica violenza né psicologica né tanto meno fisica.

Per amore si lascia andar via il compagno che non si trova più a suo agio nella relazione di coppia.

Tutte le storie dovrebbero finire per iniziativa onesta di chi si accorge e sente di non amare il compagno. Una relazione è tanto complessa, nell’inizio, nella gestione, nella fine.

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