Da lontano

Da lontano è la nostalgia il sentimento più forte. Da lontano è il ricordo la traiettoria. Da lontano sono le assenze che riempiono i vuoti.

Da lontano mancano gli odori ed i rumori di casa. Da lontano manca il suono delle campane. Da lontano manca il guardarsi negli occhi.

Ma perché si è costretti alle lontananze? È questo il risultato delle ricchezze e dei tempi moderni? La lontananza dai luoghi e dagli affetti?

“Siete fortunati oggi, potete viaggiare, girare il mondo”. Ma quale il prezzo da pagare? L’essere soli e lontano da tutto e da tutti? Non è più grande l’universo delle relazioni, dello stare con chi si ama, del confrontarsi, del vivere affianco agli amici, di conoscere le strade che si calpestano fin da bambini?

Da lontano si vive in sospensione, in apnea, in pausa. E cosa sarai diventato alla fine del tuo viaggio? Un direttore generale o un amministratore delegato se ti è andata bene o comunque anche un semplice impiegato?

Ma ti sei chiesto piuttosto chi sei e chi saresti stato restando nella noia della tua terra? Risolvi subito questo dubbio per evitare di vivere tutta una vita da lontano, da lontano soprattutto a te stesso.

Ci sono

Ci sono tante faville di fuoco sotto la cenere spenta da poter cercare.

Ci sono troppe finestre chiuse da tempo, da dovere riaprire.

Ci sono ricordi nascosti nelle stanze buie da illuminare.

Ci sono uccelli con le ali tarpate che potrebbero certamente volare.

Ci sono storie d’amore eterne che dovrebbero finire e storie mai nate che erano degne di essere vissute.

Ci sono parole non dette che avrebbero svelato verità e molte parole urlate che potevano essere taciute.

Ci sono i tuoi occhi che mi danno speranza, mani in attesa da prendere e da stringere forte.

Ci sono canzoni sbagliate e canzoni immortali, anni inutili ed istanti immortali.

Alzati e cammina; ci sono tante emozioni e rare passioni da vivere, prima di potersi fermare.

Vorrei avere vent’anni di meno

Vorrei avere tanti anni di meno per poterti accompagnare nel tuo percorso di crescita e poterti regalare tutto quanto nelle mie capacità. Per poterti sostenere ed aiutarti a trovare la tua strada e a costruire la tua storia. Per poter dare le risposte alle tue domande senza pretendere che siano le tue.

Non per me stesso ma per te vorrei avere vent’anni di meno. Ed avere la forza per sorreggerti se tu ne avessi un giorno bisogno. Non sarei mai invadente ma vorrei poter esserci per alleviare le tue solitudini qualora ti sentissi da solo.

Vorrei avere tanti anni di meno per capirti meglio di quanto oggi posso fare e sussurrarti conforto qualora ne avessi bisogno. Vorrei che tu potessi trovare la mia mano quando nel buio ne cercassi una alla quale appoggiarti.

Vorrei poterti spiegare tutte le cose con le parole giuste senza mai pretendere di ottenere per forza il tuo ascolto. Vorrei avere tanti anni di meno non per me stesso ma per poterci essere qualora tu ne avessi bisogno.

È tempo di partire

È tempo di partire. Non è più possibile stare fermi. E se vuoi venire con me, sono contento. Possiamo pianificare insieme dove andare, quando partire e quando fermarsi.

A stare fermo non respiro più. Come gli squali che se stanno fermi muoiono. Ho bisogno di partire e di viaggiare. Tutto ciò che mi trattiene è catena. E tu non vuoi essere catena perché, se così fosse, dovrei fuggire da te.

Non voglio accumulare ricchezze, non voglio accumulare potere, ne’ case ne’ terreni. Ho solo bisogno di essere libero di partire, anche insieme a te, se vorrai condividere il viaggio.

Non

Mi è necessario conoscere la meta ne’ andare lontano. Voglio solo partire. Ringrazio Dio se me lo permetterà. Ringrazio Dio se vorrai venire con me. Ma non chiedermi di fermarmi o di restare fermo. Sono come uno squalo che muore se costretto a rimanere fermo.

Il suono delle nostre campane

È indiscutibile che il suono delle campane del proprio campanile sia unico e non se ne trovi un altro uguale nell’intero universo. Ognuno ha un proprio campanile, anche a volte senza esserne consapevole. Il proprio campanile può essere quello del proprio paese, del proprio quartiere, della propria chiesa, della propria parrocchia, quello da cui giunge il suono delle campane che sentiamo frequentemente.

Ognuno ne ha uno di campanile, sia esso cristiano, mussulmano, non credente, Non c’è campanile al mondo che col suono delle proprie campane generi lo stesso calore che il proprio campanile genera col suo suonare, che col suono delle campane desti le stesse emozioni. Possono passare anni senza sentirle, le proprie campane, ma quando si ha di nuovo l’occasione di risentirle, si riconoscono e ci si sente nuovamente a casa.

E quando si vive lontano dal proprio campanile, dalle proprie campane, si vive male, ci si sente incompleti. Frustrati per il distacco. Si rimane sospesi e assenti. Ad ascoltare il silenzio, l’assenza, il vuoto.

Ogni rapporto che nasce e vive sotto l’ombra del proprio campanile, ha una profondità maggiore rispetto a tutti gli altri. E nel tempo rimane indelebile sia esso un rapporto d’amore, di amicizia o anche di dissidio.

Non è un sistema giusto quello che obbliga al distacco, alla lontananza, alla rinuncia. Partire deve poter essere una scelta non deve essere un obbligo. La lontananza genera povertà nei rapporti, nelle relazioni. Sensazioni di incompletezza esistenziale.

Che nessuno ci obblighi ad allontanarci dal nostro campanile, che si dia a tutti la possibilità di rimanere e di sentire ogni giorno il suono delle proprie campane. Apprezzo i ragazzi che decidono di rimanere che si danno da fare per poter rimanere. Sono quelli che ogni mattina potranno continuare a sentire il suono delle proprie campane e a sincronizzare il battito del proprio cuore con quel suono.

Quando riparti?

“Tornare” presuppone che si sia andati via. L’emigrato è partito, per trovare un lavoro il più delle volte, per amore altre, per cercare fortuna spesso. E quel giorno in cui è partito, lo ricorda bene. Ricorda tutte le sensazioni che gli hanno trafitto il cuore, le angosce, il pianto spesso. E ricorda che quel giorno ha giurato a sé stesso prima di tutto e agli amici che lasciava, che sarebbe tornato.

E quella promessa che venne dal cuore, il più delle volte la rispetta. E torna. Per lui la vita nel suo paese si è fermata quello stesso giorno in cui è partito. Anche la sua stessa vita si è fermata quel giorno ed il tempo trascorso lontano dal suo paese è tempo perso in parte, vissuto quasi in sospensione. E quando l’emigrato torna al suo paese e rivede i suoi amici di infanzia, la domanda che si sente fare subito dopo l’abbraccio del ritorno è: “quando riparti”? Per sapere per quanti giorni la sua vita e quella dei suoi amici, riuniti momentaneamente nel loro paese, potrà di nuovo respirare per poi tornare in apnea fino al prossimo ritorno.

La pioggia

La pioggia genera vita. Generosa, quando cade, si sposa con la terra per generare vegetazione, alberi e frutti. La pioggia batte il ritmo della vita cadendo sui tetti.

È delicata, cade a gocce. È generata dalle nuvole che delicate si spostano nel cielo. E quando la pioggia cade nei mari, genera anelli come quelli che si donano gli sposi.

I terreni senza pioggia restano aridi e non generano frutti. Così una vita senza amore. La pioggia lava le lacrime ed i volti. Ma a volte genera anche fango.

Il vento

Il vento può essere caldo e può essere freddo, piacevole o fastidioso, improvviso o graduale.

Il vento può increspare la superficie del mare e trasportare le nuvole del cielo. Scompiglia i capelli ed i pensieri. Il vento può soffiare forte e a volte sussurra, spinge le fiamme e le vele delle navi.

Il vento porta la vita e a volte la morte, fa sventolare le bandiere ed i sogni e traporta lontano le mongolfiere. Porta in alto in volo gli uccelli ma genera anche bufere di neve. Il vento rivoluziona e passa tra i capelli. Accarezza le cime alte e le spiagge in riva al mare.

Il vento porta lontano il suono delle campane ed i loro messaggio, i semi dei fiori, e i ricordi dei tempi lontani. Poi all’improvviso si placa e ti lascia solo di nuovo.

Amicizia

L’amicizia si scopre una prima volta nella vita e da quell’istante non ci abbandona più.

Alcuni amici rimangono per sempre, altri ci sono solo in alcune fasi della nostra vita, alcuni scompaiono inaspettatamente altri arrivano inattesi. Un amico è uno specchio, una persona con cui confrontarsi, scontrarsi e ritrovarsi. Non si può vivere senza amici. Un amico da un senso ad un viaggio, ad una scelta, ad un sacrificio. Un amico aiuta a sconfiggere la solitudine, a trascorrere il tempo con gioia, a sorridere e a ridere. Un amico richiede anche impegno, onestà, trasparenza, sincerità, dedizione. Un amico lo chiami una volta all’anno, due volte al giorno, quando ti manca, quando hai bisogno di lui. Un amico si fida di te, sa che può contare sempre su di te, si rapporta con te in modalità diversa da come fa col resto del mondo. Un amico conosce i tuoi difetti ed i tuoi limiti ma non li giudica, li accetta e se può ti aiuta a migliorare. Un amico è raro e per questo prezioso.