Liquidità

Da tempo sembra non essere più ragionevole fare un progetto di vita. I riferimenti di oggi, sulla base dei quali si potrebbe pensare di definire una traiettoria per la propria vita, non saranno più validi già domani. Un progetto di vita, pensato e scelto oggi sulla base di alcuni presupposti, potrebbe diventare obsoleto già domani.

La velocità con la quale tutto cambia è impressionante e mai è stata così elevata. La rapidità nel riuscire a cambiare traiettoria per adeguarsi ai cambiamenti è, per la maggior parte delle persone, per quasi tutti, troppo elevata. Inumana. A ciascuno di noi viene richiesto di cambiare continuamente, di cancellare all’improvviso la propria identità e di reinventarsi completamente per affrontare un domani diverso. È richiesta una mutazione continua. Tutto intorno a noi cambia continuamente e col tutto, il sistema chiede di cambiare anche noi stessi.

Ma noi non siamo in grado di trasformarci e rigenerarci così rapidamente; noi siamo abituati ad elaborare un progetto di vita ad innamorarcene e ad inseguirlo fino all’ultimo giorno. Siamo abituati a costruire intorno a un’idea. Siamo avvezzi alla continuità e non al continuo cambiamento. I nostri valori sono solidi e richiedono un progetto di vita. Della nostra vita vogliamo fare un’opera d’arte e non uno straccio al vento.

Ma insistere, come ci verrebbe naturale, a voler mantenere fede ad un progetto di vita quando si è immersi in un mondo mutevole e liquido può sembrare irragionevole.

Siamo tra l’incudine ed il martello. Tra la voglia di fare e seguire un chiaro progetto di vita e la consapevolezza che tutto è mutevole.

Ed allora, ancor più che nel passato, bisogna individuare con attenzione i pochi principi e valori irrinunciabili da eleggere come indiscutibili e come cardini forti anche in un mondo liquido. Valori che siano ancore e vincoli forti. E mai tradirli. Valori che ci permettano di affrontare il cambiamento finanche continuo e nel contempo ci permettano di stare ritti ed inflessibili nel nostro progetto di vita.

Non siamo bandiere, siamo uomini. E dobbiamo lottare fino a far stancare il vortice che vorrebbe farci danzare in circolo, fino ad imporre al sistema liquido il nostro progetto di vita.

Gli intellettuali

Leggendo un articolo di Pasolini, ho avuto chiaro in un solo istante, come fosse un’illuminazione, che senza gli intellettuali, quelli veri appunto, l’esistenza dell’intera umanità sarebbe stata e sarebbe in pericolo. Non saremmo in grado di immaginare alcune cose, di interpretale, se non ci venissero spiegate da un intellettuale. E la nostra vita sarebbe misera e arida.

Senza gli intellettuali, quelli veri appunto, avremmo rischiato di camminare lungo traiettorie sbagliate senza mai accorgerci degli errori. L’umanità intera avrebbe rischiato e rischierebbe in continuazione di correre verso un baratro, senza speranza di fermarsi in tempo.

Senza gli intellettuali, quelli veri appunto, non ci sarebbe stata alcuna storia dell’evoluzione dell’uomo. La mediocrità dell’intelligenza media, così come della mia, non ci avrebbe portato ad interrogarci sull’esistenza, sulla vita, sulla giustizia, sulla fede, sulle ideologie. Avremmo rischiato di mangiarci l’uno con l’altro.

Tutti sappiano che non è detto che i punti di vista siano gli stessi. Mai lo sono. Almeno una piccola differenza di veduta tra due persone è normale che ci sia. Su qualsiasi argomento. E spesso fronteggiamo chi ha idee diverse con la presunzione di avere ragione e di imporre la nostra idea.

Ogni idea diversa dalle nostre è invece preziosa ed arricchisce la nostra esistenza. Se tutti la pensassero nello stesso modo, non si avrebbe confronto alcuno, nessuno stimolo a rivedere le proprie idee. Ed allora quando troviamo un’idea diversa accogliamola con curiosità e rispetto, come preziosa ed unica grande opportunità mettersi in discussione e di arricchirsi. Potrebbe perfino essere l’idea di un intellettuale ed in qual caso una fonte di salvezza nostra e dell’umanità intera.

Che non sia quello il giorno

Invecchiare è un processo naturale, relativamente lento. Ma inesorabile. La vita esprime tenerezza in un bambino che nasce: dolcezza dei suoi lineamenti, nella sua voce, negli sguardi, persino nel suo pianto. La vita nasce lieve, sussurrando, curiosa e piena di speranza. Regala raggi di sole, albe e tramonti indimenticabili. Poi la vita col tempo regala altre emozioni importanti e fa scoprire sentimenti nuovi, come l’amore, l’amicizia, lo sconforto, la solitudine, la compassione, la rinascita, la fede, la fiducia.

E l’amore regala poi l’emozione dei baci, della passione, i figli. Si accompagnano i figli nella loro crescita e nel contempo si continua a crescere. Poi si scopre, quasi all’improvviso, che i propri genitori, che nella loro vita pochi anni prima di noi hanno percorso la stessa nostra strada, sono ora appesantiti dagli anni vissuti.

E un giorno, guardandosi a uno specchio, ci si scopre diversi, con i segni chiari del tempo che anche sui nostri corpi è passato ed ha lasciato le sue impronte.

E così la forza del peso del tempo passato piega le forze e rende ciascuno nuovamente lento, come quando si era infanti.

Che non sia quello il momento in cui ci si accorge che ogni giorno è importante e che va vissuto appieno. Che questa consapevolezza arrivi fin da giovani così da vivere ogni istante con gioia ed entusiasmo lungo la propria strada e non altre e non avere rimpianti il giorno in cui ci si rende conto di essere invecchiati.

Quando riparti?

“Tornare” presuppone che si sia andati via. L’emigrato è partito, per trovare un lavoro il più delle volte, per amore altre, per cercare fortuna spesso. E quel giorno in cui è partito, lo ricorda bene. Ricorda tutte le sensazioni che gli hanno trafitto il cuore, le angosce, il pianto spesso. E ricorda che quel giorno ha giurato a sé stesso prima di tutto e agli amici che lasciava, che sarebbe tornato.

E quella promessa che venne dal cuore, il più delle volte la rispetta. E torna. Per lui la vita nel suo paese si è fermata quello stesso giorno in cui è partito. Anche la sua stessa vita si è fermata quel giorno ed il tempo trascorso lontano dal suo paese è tempo perso in parte, vissuto quasi in sospensione. E quando l’emigrato torna al suo paese e rivede i suoi amici di infanzia, la domanda che si sente fare subito dopo l’abbraccio del ritorno è: “quando riparti”? Per sapere per quanti giorni la sua vita e quella dei suoi amici, riuniti momentaneamente nel loro paese, potrà di nuovo respirare per poi tornare in apnea fino al prossimo ritorno.

La pioggia

La pioggia genera vita. Generosa, quando cade, si sposa con la terra per generare vegetazione, alberi e frutti. La pioggia batte il ritmo della vita cadendo sui tetti.

È delicata, cade a gocce. È generata dalle nuvole che delicate si spostano nel cielo. E quando la pioggia cade nei mari, genera anelli come quelli che si donano gli sposi.

I terreni senza pioggia restano aridi e non generano frutti. Così una vita senza amore. La pioggia lava le lacrime ed i volti. Ma a volte genera anche fango.

La luce della luna

La luce della luna scalda le notti ed i sogni degli amanti. Una luna piena illumina le strade, i prati ed i mari ai naviganti.

La luna piena disegna le rotte nei mari e le scie nei cieli. Si riflette negli occhi e li rende immortali. La luce della luna la guardi ed inviti a guardarla; è delicata quando la luna è piena ed ancor di più fino a diventare uno spicchio quasi impercettibile. La luce della luna non offende mai i tuoi occhi e fa luce alle nuvole passanti. La luce della luna avvolge tutto in un velo trasparente. Ma la luce della luna non le appartiene, è luce che appartiene al sole ed è addomesticata da una superficie riflettente. Così spesso l’amore. Chi ama è come la luna ed è capace di addomesticare la luce dell’amato rendendola in ogni momento dolce e delicata da tutti apprezzata.

Il vento

Il vento può essere caldo e può essere freddo, piacevole o fastidioso, improvviso o graduale.

Il vento può increspare la superficie del mare e trasportare le nuvole del cielo. Scompiglia i capelli ed i pensieri. Il vento può soffiare forte e a volte sussurra, spinge le fiamme e le vele delle navi.

Il vento porta la vita e a volte la morte, fa sventolare le bandiere ed i sogni e traporta lontano le mongolfiere. Porta in alto in volo gli uccelli ma genera anche bufere di neve. Il vento rivoluziona e passa tra i capelli. Accarezza le cime alte e le spiagge in riva al mare.

Il vento porta lontano il suono delle campane ed i loro messaggio, i semi dei fiori, e i ricordi dei tempi lontani. Poi all’improvviso si placa e ti lascia solo di nuovo.

Amicizia

L’amicizia si scopre una prima volta nella vita e da quell’istante non ci abbandona più.

Alcuni amici rimangono per sempre, altri ci sono solo in alcune fasi della nostra vita, alcuni scompaiono inaspettatamente altri arrivano inattesi. Un amico è uno specchio, una persona con cui confrontarsi, scontrarsi e ritrovarsi. Non si può vivere senza amici. Un amico da un senso ad un viaggio, ad una scelta, ad un sacrificio. Un amico aiuta a sconfiggere la solitudine, a trascorrere il tempo con gioia, a sorridere e a ridere. Un amico richiede anche impegno, onestà, trasparenza, sincerità, dedizione. Un amico lo chiami una volta all’anno, due volte al giorno, quando ti manca, quando hai bisogno di lui. Un amico si fida di te, sa che può contare sempre su di te, si rapporta con te in modalità diversa da come fa col resto del mondo. Un amico conosce i tuoi difetti ed i tuoi limiti ma non li giudica, li accetta e se può ti aiuta a migliorare. Un amico è raro e per questo prezioso.

Agosto, un mese caldo di transizione

Abbiamo atteso tanto l’estate, le vacanze, ed ora stanno passando. Ci è stato possibile rivedere amici e parenti, luoghi cari e persone che da tanto tempo non abbracciavamo. Ci siamo riposati e ristorati e siamo pronti ad andare avanti. Ma come ripartiremo? Tornando nella routine dei nostri giorni lavorativi e attendendo la prossima vacanza? Ogni giorno, e non solo quelli della vacanza, li dobbiamo vivere con gioia. Altrimenti c’è qualcosa che non funziona. Almeno una cosa che non ci piaceva prima delle vacanze estive sia corretta. E che ogni giorno che verrà della nostra vita quotidiana sia atteso come quelli delle nostre vacanze. Per essere quello che ci piace essere.

Non si perda più tempo. Non ci si limiti a fare quel che si vuole e si ama nei giorni di vacanza.

Come trascorreremo l’estate del 2021?

L’incertezza dovuta alla pandemia, al nuovo aumento dei contagi, ai dubbi circa l’effettiva efficacia dei vaccini domina questi giorni e molti tra noi non sanno ancora come trascorreranno i giorni di ferie estivi. Incertezza che ha portato a non prenotare una vacanza, e, a chi l’ha prenotata, porta la tentazione di disdirla.

Ma possiamo trasformare questa fase storica in un’occasione per poter riprendersi un po’ della propria intimità, per ricercarsi e ritrovarsi, per leggere un libro con più calma e non sentirsi costretti a correre, ad inseguire, a fare, a raggiungere, a divertirsi? Probabilmente sì. Possiamo trasformare in opportunità questo momento che mai nessuno avrebbe voluto vivere.

Trascorrere il proprio tempo libero dedicandosi a sé stessi, dopo un anno di lavoro e ristrettezze, può sembrare essere sottotono, una perdita di tempo; eppure la possibilità che ci porta questa stranissima situazione di dedicarsi a sé stessi è evidente e chiara.

Allora quest’estate, durante le nostre ferie, rallentiamo, leggiamo un libro, curiamo la nostra casa, curiamo il nostro corpo, la nostra famiglia, i nostri figli, i nostri genitori, i nostri affetti. Riordiniamo i nostri spazi interiori e fisici. Ritroviamo il piacere di fare una barba col sapone e col rasoio a mano piuttosto che con il rasoio elettrico, ritroviamo il piacere di una colazione che non sia un rapido caffè, soffermiamoci a parlare con gli altri con più calma, dedicando la giusta attenzione al colloquio, all’ascolto, al rapporto con gli altri.

Ci sarà tempo di ripartire per visitare luoghi e civiltà, tempo per viaggiare nuovamente in paesi stranieri, tempo per divertirsi a per ballare nelle discoteche, tempo per stare nei pub fino a tardi. Impieghiamo invece questo tempo che non possiamo vivere in piena libertà, per imparare meglio a conoscere noi stessi, per imparare a costruire con attenzione il nostro futuro, magari rivalutando i nostri valori guida ed i nostri effettivi desideri.

Questo silenzio ci può permettere di sottrarci dalle urla del consumismo e delle feste per forza.

Curiamo le nostre passioni, i nostri affetti, la nostra casa. Rallentiamo in questi giorni e cerchiamo la serenità apprezzando tutto ciò che abbiamo e spesso non riusciamo a vedere.