Da lontano

Da lontano è la nostalgia il sentimento più forte. Da lontano è il ricordo la traiettoria. Da lontano sono le assenze che riempiono i vuoti.

Da lontano mancano gli odori ed i rumori di casa. Da lontano manca il suono delle campane. Da lontano manca il guardarsi negli occhi.

Ma perché si è costretti alle lontananze? È questo il risultato delle ricchezze e dei tempi moderni? La lontananza dai luoghi e dagli affetti?

“Siete fortunati oggi, potete viaggiare, girare il mondo”. Ma quale il prezzo da pagare? L’essere soli e lontano da tutto e da tutti? Non è più grande l’universo delle relazioni, dello stare con chi si ama, del confrontarsi, del vivere affianco agli amici, di conoscere le strade che si calpestano fin da bambini?

Da lontano si vive in sospensione, in apnea, in pausa. E cosa sarai diventato alla fine del tuo viaggio? Un direttore generale o un amministratore delegato se ti è andata bene o comunque anche un semplice impiegato?

Ma ti sei chiesto piuttosto chi sei e chi saresti stato restando nella noia della tua terra? Risolvi subito questo dubbio per evitare di vivere tutta una vita da lontano, da lontano soprattutto a te stesso.

Che non sia quello il giorno

Invecchiare è un processo naturale, relativamente lento. Ma inesorabile. La vita esprime tenerezza in un bambino che nasce: dolcezza dei suoi lineamenti, nella sua voce, negli sguardi, persino nel suo pianto. La vita nasce lieve, sussurrando, curiosa e piena di speranza. Regala raggi di sole, albe e tramonti indimenticabili. Poi la vita col tempo regala altre emozioni importanti e fa scoprire sentimenti nuovi, come l’amore, l’amicizia, lo sconforto, la solitudine, la compassione, la rinascita, la fede, la fiducia.

E l’amore regala poi l’emozione dei baci, della passione, i figli. Si accompagnano i figli nella loro crescita e nel contempo si continua a crescere. Poi si scopre, quasi all’improvviso, che i propri genitori, che nella loro vita pochi anni prima di noi hanno percorso la stessa nostra strada, sono ora appesantiti dagli anni vissuti.

E un giorno, guardandosi a uno specchio, ci si scopre diversi, con i segni chiari del tempo che anche sui nostri corpi è passato ed ha lasciato le sue impronte.

E così la forza del peso del tempo passato piega le forze e rende ciascuno nuovamente lento, come quando si era infanti.

Che non sia quello il momento in cui ci si accorge che ogni giorno è importante e che va vissuto appieno. Che questa consapevolezza arrivi fin da giovani così da vivere ogni istante con gioia ed entusiasmo lungo la propria strada e non altre e non avere rimpianti il giorno in cui ci si rende conto di essere invecchiati.

Pandemia

A volte si ha la sensazione che ne siamo quasi fuori, a volte sembra che non ne usciremo mai. E a soffrirne sono in particolare i più giovani perché limitati nella loro socialità, i più anziani perché i più in pericolo.

Da una parte chi è favorevole ai vaccini, dall’altra chi il vaccino non lo vuole fare. Da una parte chi è asintomatico, dall’altra chi soffre o ha finito di soffrire su un letto di ospedale ed ora non c’è più

Molte certezza sono ora messe alla prova, guardi verso il futuro sono ora confusi con prospettive in parte ignote.

Il clima è cambiato: potrebbe esserne responsabile l’uomo ed in particolare l’uomo che ha generato il progresso sinonimo per molti aspetti di inquinamento.

E’ tutto liquido: le solide convinzioni di chiunque diventano irragionevoli se rimangono tali. I presupposti di ogni filosofia sono cambiati e cambiano in continuazione.

Se ne è accorto chi ha definito l’agenda 2030: ed ora tutti in coro ci si dichiara favorevoli all’inclusione, a salvaguardare il clima. Per assurdo il mondo non sarà salvato dai verdi ma dal mondo della finanza che in ritardo si è accorta che i verdi, per lo più sparito, avevano in fondo ragione e che continuare lungo la traiettoria tracciata dal consumismo non è più possibile per la salvezza del pianeta.

Il mio pensiero va soprattutto alle generazioni che vivranno il futuro più di me ed a quelle che verranno. Consegniamo a queste generazioni un pianeta che non abbiamo preservato e che pian piano abbiamo logorato con politiche atte all’arricchimento immediato dei pochi per il corso della loro vita.

Per alcuni aspetti potremmo non essere in tempo ad invertire la rotta, le grandi piogge, le trombe d’aria, il surriscaldamento della terra, lo scioglimento dei ghiacciai sono più che segnali del degrado del nostro pianeta. Ed allora ciascuno è chiamato a fare quel poco che può, che poco forse non è, per invertire la rotta.

Limitiamo il consumo di acqua, di energia, di plastica, piantiamo un albero, confessiamo alle nuove generazioni di aver sbagliato e che loro non possono più sbagliare.