Come trascorreremo l’estate del 2021?

L’incertezza dovuta alla pandemia, al nuovo aumento dei contagi, ai dubbi circa l’effettiva efficacia dei vaccini domina questi giorni e molti tra noi non sanno ancora come trascorreranno i giorni di ferie estivi. Incertezza che ha portato a non prenotare una vacanza, e, a chi l’ha prenotata, porta la tentazione di disdirla.

Ma possiamo trasformare questa fase storica in un’occasione per poter riprendersi un po’ della propria intimità, per ricercarsi e ritrovarsi, per leggere un libro con più calma e non sentirsi costretti a correre, ad inseguire, a fare, a raggiungere, a divertirsi? Probabilmente sì. Possiamo trasformare in opportunità questo momento che mai nessuno avrebbe voluto vivere.

Trascorrere il proprio tempo libero dedicandosi a sé stessi, dopo un anno di lavoro e ristrettezze, può sembrare essere sottotono, una perdita di tempo; eppure la possibilità che ci porta questa stranissima situazione di dedicarsi a sé stessi è evidente e chiara.

Allora quest’estate, durante le nostre ferie, rallentiamo, leggiamo un libro, curiamo la nostra casa, curiamo il nostro corpo, la nostra famiglia, i nostri figli, i nostri genitori, i nostri affetti. Riordiniamo i nostri spazi interiori e fisici. Ritroviamo il piacere di fare una barba col sapone e col rasoio a mano piuttosto che con il rasoio elettrico, ritroviamo il piacere di una colazione che non sia un rapido caffè, soffermiamoci a parlare con gli altri con più calma, dedicando la giusta attenzione al colloquio, all’ascolto, al rapporto con gli altri.

Ci sarà tempo di ripartire per visitare luoghi e civiltà, tempo per viaggiare nuovamente in paesi stranieri, tempo per divertirsi a per ballare nelle discoteche, tempo per stare nei pub fino a tardi. Impieghiamo invece questo tempo che non possiamo vivere in piena libertà, per imparare meglio a conoscere noi stessi, per imparare a costruire con attenzione il nostro futuro, magari rivalutando i nostri valori guida ed i nostri effettivi desideri.

Questo silenzio ci può permettere di sottrarci dalle urla del consumismo e delle feste per forza.

Curiamo le nostre passioni, i nostri affetti, la nostra casa. Rallentiamo in questi giorni e cerchiamo la serenità apprezzando tutto ciò che abbiamo e spesso non riusciamo a vedere.

Pandemia

A volte si ha la sensazione che ne siamo quasi fuori, a volte sembra che non ne usciremo mai. E a soffrirne sono in particolare i più giovani perché limitati nella loro socialità, i più anziani perché i più in pericolo.

Da una parte chi è favorevole ai vaccini, dall’altra chi il vaccino non lo vuole fare. Da una parte chi è asintomatico, dall’altra chi soffre o ha finito di soffrire su un letto di ospedale ed ora non c’è più

Molte certezza sono ora messe alla prova, guardi verso il futuro sono ora confusi con prospettive in parte ignote.

Il clima è cambiato: potrebbe esserne responsabile l’uomo ed in particolare l’uomo che ha generato il progresso sinonimo per molti aspetti di inquinamento.

E’ tutto liquido: le solide convinzioni di chiunque diventano irragionevoli se rimangono tali. I presupposti di ogni filosofia sono cambiati e cambiano in continuazione.

Se ne è accorto chi ha definito l’agenda 2030: ed ora tutti in coro ci si dichiara favorevoli all’inclusione, a salvaguardare il clima. Per assurdo il mondo non sarà salvato dai verdi ma dal mondo della finanza che in ritardo si è accorta che i verdi, per lo più sparito, avevano in fondo ragione e che continuare lungo la traiettoria tracciata dal consumismo non è più possibile per la salvezza del pianeta.

Il mio pensiero va soprattutto alle generazioni che vivranno il futuro più di me ed a quelle che verranno. Consegniamo a queste generazioni un pianeta che non abbiamo preservato e che pian piano abbiamo logorato con politiche atte all’arricchimento immediato dei pochi per il corso della loro vita.

Per alcuni aspetti potremmo non essere in tempo ad invertire la rotta, le grandi piogge, le trombe d’aria, il surriscaldamento della terra, lo scioglimento dei ghiacciai sono più che segnali del degrado del nostro pianeta. Ed allora ciascuno è chiamato a fare quel poco che può, che poco forse non è, per invertire la rotta.

Limitiamo il consumo di acqua, di energia, di plastica, piantiamo un albero, confessiamo alle nuove generazioni di aver sbagliato e che loro non possono più sbagliare.