Pandemia

A volte si ha la sensazione che ne siamo quasi fuori, a volte sembra che non ne usciremo mai. E a soffrirne sono in particolare i più giovani perché limitati nella loro socialità, i più anziani perché i più in pericolo.

Da una parte chi è favorevole ai vaccini, dall’altra chi il vaccino non lo vuole fare. Da una parte chi è asintomatico, dall’altra chi soffre o ha finito di soffrire su un letto di ospedale ed ora non c’è più

Molte certezza sono ora messe alla prova, guardi verso il futuro sono ora confusi con prospettive in parte ignote.

Il clima è cambiato: potrebbe esserne responsabile l’uomo ed in particolare l’uomo che ha generato il progresso sinonimo per molti aspetti di inquinamento.

E’ tutto liquido: le solide convinzioni di chiunque diventano irragionevoli se rimangono tali. I presupposti di ogni filosofia sono cambiati e cambiano in continuazione.

Se ne è accorto chi ha definito l’agenda 2030: ed ora tutti in coro ci si dichiara favorevoli all’inclusione, a salvaguardare il clima. Per assurdo il mondo non sarà salvato dai verdi ma dal mondo della finanza che in ritardo si è accorta che i verdi, per lo più sparito, avevano in fondo ragione e che continuare lungo la traiettoria tracciata dal consumismo non è più possibile per la salvezza del pianeta.

Il mio pensiero va soprattutto alle generazioni che vivranno il futuro più di me ed a quelle che verranno. Consegniamo a queste generazioni un pianeta che non abbiamo preservato e che pian piano abbiamo logorato con politiche atte all’arricchimento immediato dei pochi per il corso della loro vita.

Per alcuni aspetti potremmo non essere in tempo ad invertire la rotta, le grandi piogge, le trombe d’aria, il surriscaldamento della terra, lo scioglimento dei ghiacciai sono più che segnali del degrado del nostro pianeta. Ed allora ciascuno è chiamato a fare quel poco che può, che poco forse non è, per invertire la rotta.

Limitiamo il consumo di acqua, di energia, di plastica, piantiamo un albero, confessiamo alle nuove generazioni di aver sbagliato e che loro non possono più sbagliare.