Incomunicabilita’

Non tutti sono capaci di intrattenere relazioni. A me non risulta facile. Non è immediato trovare qualcuno col quale intrattenersi con piacere, con piacere confrontarsi. Siamo una infinita’ in questo mondo eppure spesso ci sentiamo soli.

Incomunicabilità tra le persone, con le persone, con la compagna, il compagno, con i figli, con i genitori, tra i genitori, con il vicino di casa, con il signore o la signora che passa per strada. Forse anche con noi stessi.

Ci preoccupiamo spesso del contrario, del diritto alla riservatezza, alla privacy, al silenzio, a non essere disturbati e non ci preoccupiamo mai dell’incomunicabilità tra le persone. Fa più rumore il silenzio intorno me di mille voci che mi chiamano e mi cercano.

Serve un maggior rispetto dell’altro, della diversità, una totale consapevolezza che è importante ascoltare e rispettare chi si ha di fronte. L’umiltà è il più grande dono che una persona può aver ricevuto: essere umili e capaci di ascoltare per imparare nella sicurezza che quando parleremo a nostra volta saremo ascoltati.

Ascoltare con attenzione e convinzione di voler cogliere ogni sfumatura di quanto si potrà udire. Ascoltare il dolore altrui, le idee, le gioie. Chiudere le porte a chi non sa o non vuole ascoltare è necessario ma genera dolore perché si perdono delle occasioni.

Riconoscere l’altro nella sua storia, nelle sue forze e nelle sue debolezze. Inclusione vera e non di facciata. Inclusione sostanziale e dimostrabile. Diritto alla gioia e alla vita ancor più che alla privacy ed al silenzio. Oggi la nostra umanità è malata di incomunicabilità ancor più di altro.

Cambiare nell’approccio e avere la capacità di intrattenere rapporti interessandosi dell’altro e rispettandolo, certi che saremo anche noi rispettati ed ascoltati.

Diritto alla comunicazione ancor prima che diritto al silenzio. Questo distinguerebbe una società moderna. Garantire il diritto alla comunicazione condannando chi non è capace di ascoltare.

La notte

La notte potrebbe sembrare non esserci la luce del sole. Ma non è così. Anche la notte è rischiarata dalla luce del sole riflessa dalla luna. È un po’ come quando non sentì tutto il mio amore. Potresti pensare si sia affievolito o addirittura assopito. Ma non è così. Il mio amore è come il sole.

Il mio amore è sempre intenso e forte. Come il sole. È solo che ti sei girata dall’altra parte; un po’ come fa la terra quando non vede direttamente la luce del sole.

Vedi, non è colpa mia ma sei tu che ti sei girata. Devi solo attendere di tornare, come fa la terra ogni giorno. Ed allora risentirai tutto il mio calore.

Se tu fossi un gatto riusciresti a vedere anche di notte. Come fa il mio, che si affaccia alla finestra e guarda fuori. Lui invece il giorno dorme.

La notte è come il giorno; il freddo passerà non appena ti sarai rigirata. Ma non devi aver fretta, anche la notte è unica: godi delle sue stelle che come fiammelle scaldano.

Come un gatto sii curiosa anche la notte senza temere il buio. Anche di notte si impara a vivere. Non ti mancherà mai la mia luce se tu continuerai a girarti. Come la terra, ogni giorno, amore.

Routine

E’ come un buco nero. Non te ne accorgi ma ti inghiotte. Ruba ogni tuo istante, ogni ora, giorni ed anni. E non riesci ad uscirne perché neanche ti accorgi che ti sta avvinghiando. E nel frattempo ti spinge verso il basso, così che tu non veda più luce e ti assopisca in un sonno profondo. E’ nemica di ogni emozione e sensazione nuova; ama invece la noia e l’abbandono al tempo che passa, il lento passare inutile del tempo e il cielo grigio. Oscura la luce del sole e ne raffredda il calore.

Afferra i giovani e con loro lotta. Poi, quando ha avuto la meglio, lascia sopravvivere gli uomini in quel torpore che li avvolge. E se qualcuno si avvicina per risvegliare l’ignaro dormiente, interviene per scacciarlo, raccontando alla vittima ignara che sarebbe pericoloso farsi risvegliare perché tale risveglio lo porterebbe a vivere pericolosamente nuove avventura su nuovi percorsi ignoti e pieni di incertezza. Routine: circolo vizioso e viziato, rumore percussivo periodico e senza tregua, respiro affannoso ma costante e senza tregua.

E se poi provi un momento ad uscirne, grandi correnti e venti forti ti spazzano il viso e te lo gelano, ti spezzano le gambe e ti tagliano la testa. Oppure se hai coraggio ti accorgerai che quelle correnti forti finiscono col scaldarti il cuore e possono farlo tornare a pulsare. Se solo riuscissi a vederla e combatterla con forza avresti la possibilità di sconfiggerla e renderla impotente la routine. Avrebbe un uomo in meno tra le sue vittime.

Routine, dolce morte dei sentimenti e delle sensazioni, delle emozioni e della vita vera. Alzati e combattila in ogni giorno, in ogni istante della tua vita con coraggio e forza.

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Rigenerare

Ogni cosa che non si alimenta, decade. Non c’è possibilità alcuna di sopravvivenza senza alimentazione. L’amicizia che non viene alimentata è destinata ad appassire come i fiori quando non sono annaffiati.

L’amore non ha alcun destino favorevole se non viene reinventato e rigenerato di continuo. Ogni tipo di relazione necessita di essere rigenerata ed alimentata.

Mani aperte come il cuore generano i rapporti. I pugni chiusi portano solitudini. E di solitudine si soffre. Gli abbracci sinceri generano calore, le strette di mano forti portano fiducia. E non si deve mai rinunciare a ritrovarsi, a incontrarsi di nuovo magari su strade diverse per poi percorrerle insieme.

Non portare rancore a nessuno: il rancore genera distanza. Tendere la mano ed ascoltare. Rigenerare se stessi ed i rapporti. Avere speranza e fiducia nelle relazioni.

Abbracciare le differenze e le culture. Includere chi è debole. Essere solidali e giusti. E quando si hanno dubbi, rigenerare la fiducia e ripartire.

Da lontano

Da lontano è la nostalgia il sentimento più forte. Da lontano è il ricordo la traiettoria. Da lontano sono le assenze che riempiono i vuoti.

Da lontano mancano gli odori ed i rumori di casa. Da lontano manca il suono delle campane. Da lontano manca il guardarsi negli occhi.

Ma perché si è costretti alle lontananze? È questo il risultato delle ricchezze e dei tempi moderni? La lontananza dai luoghi e dagli affetti?

“Siete fortunati oggi, potete viaggiare, girare il mondo”. Ma quale il prezzo da pagare? L’essere soli e lontano da tutto e da tutti? Non è più grande l’universo delle relazioni, dello stare con chi si ama, del confrontarsi, del vivere affianco agli amici, di conoscere le strade che si calpestano fin da bambini?

Da lontano si vive in sospensione, in apnea, in pausa. E cosa sarai diventato alla fine del tuo viaggio? Un direttore generale o un amministratore delegato se ti è andata bene o comunque anche un semplice impiegato?

Ma ti sei chiesto piuttosto chi sei e chi saresti stato restando nella noia della tua terra? Risolvi subito questo dubbio per evitare di vivere tutta una vita da lontano, da lontano soprattutto a te stesso.

Ci sono

Ci sono tante faville di fuoco sotto la cenere spenta da poter cercare.

Ci sono troppe finestre chiuse da tempo, da dovere riaprire.

Ci sono ricordi nascosti nelle stanze buie da illuminare.

Ci sono uccelli con le ali tarpate che potrebbero certamente volare.

Ci sono storie d’amore eterne che dovrebbero finire e storie mai nate che erano degne di essere vissute.

Ci sono parole non dette che avrebbero svelato verità e molte parole urlate che potevano essere taciute.

Ci sono i tuoi occhi che mi danno speranza, mani in attesa da prendere e da stringere forte.

Ci sono canzoni sbagliate e canzoni immortali, anni inutili ed istanti immortali.

Alzati e cammina; ci sono tante emozioni e rare passioni da vivere, prima di potersi fermare.

Che non sia quello il giorno

Invecchiare è un processo naturale, relativamente lento. Ma inesorabile. La vita esprime tenerezza in un bambino che nasce: dolcezza dei suoi lineamenti, nella sua voce, negli sguardi, persino nel suo pianto. La vita nasce lieve, sussurrando, curiosa e piena di speranza. Regala raggi di sole, albe e tramonti indimenticabili. Poi la vita col tempo regala altre emozioni importanti e fa scoprire sentimenti nuovi, come l’amore, l’amicizia, lo sconforto, la solitudine, la compassione, la rinascita, la fede, la fiducia.

E l’amore regala poi l’emozione dei baci, della passione, i figli. Si accompagnano i figli nella loro crescita e nel contempo si continua a crescere. Poi si scopre, quasi all’improvviso, che i propri genitori, che nella loro vita pochi anni prima di noi hanno percorso la stessa nostra strada, sono ora appesantiti dagli anni vissuti.

E un giorno, guardandosi a uno specchio, ci si scopre diversi, con i segni chiari del tempo che anche sui nostri corpi è passato ed ha lasciato le sue impronte.

E così la forza del peso del tempo passato piega le forze e rende ciascuno nuovamente lento, come quando si era infanti.

Che non sia quello il momento in cui ci si accorge che ogni giorno è importante e che va vissuto appieno. Che questa consapevolezza arrivi fin da giovani così da vivere ogni istante con gioia ed entusiasmo lungo la propria strada e non altre e non avere rimpianti il giorno in cui ci si rende conto di essere invecchiati.

Quando riparti?

“Tornare” presuppone che si sia andati via. L’emigrato è partito, per trovare un lavoro il più delle volte, per amore altre, per cercare fortuna spesso. E quel giorno in cui è partito, lo ricorda bene. Ricorda tutte le sensazioni che gli hanno trafitto il cuore, le angosce, il pianto spesso. E ricorda che quel giorno ha giurato a sé stesso prima di tutto e agli amici che lasciava, che sarebbe tornato.

E quella promessa che venne dal cuore, il più delle volte la rispetta. E torna. Per lui la vita nel suo paese si è fermata quello stesso giorno in cui è partito. Anche la sua stessa vita si è fermata quel giorno ed il tempo trascorso lontano dal suo paese è tempo perso in parte, vissuto quasi in sospensione. E quando l’emigrato torna al suo paese e rivede i suoi amici di infanzia, la domanda che si sente fare subito dopo l’abbraccio del ritorno è: “quando riparti”? Per sapere per quanti giorni la sua vita e quella dei suoi amici, riuniti momentaneamente nel loro paese, potrà di nuovo respirare per poi tornare in apnea fino al prossimo ritorno.

La pioggia

La pioggia genera vita. Generosa, quando cade, si sposa con la terra per generare vegetazione, alberi e frutti. La pioggia batte il ritmo della vita cadendo sui tetti.

È delicata, cade a gocce. È generata dalle nuvole che delicate si spostano nel cielo. E quando la pioggia cade nei mari, genera anelli come quelli che si donano gli sposi.

I terreni senza pioggia restano aridi e non generano frutti. Così una vita senza amore. La pioggia lava le lacrime ed i volti. Ma a volte genera anche fango.

Il vento

Il vento può essere caldo e può essere freddo, piacevole o fastidioso, improvviso o graduale.

Il vento può increspare la superficie del mare e trasportare le nuvole del cielo. Scompiglia i capelli ed i pensieri. Il vento può soffiare forte e a volte sussurra, spinge le fiamme e le vele delle navi.

Il vento porta la vita e a volte la morte, fa sventolare le bandiere ed i sogni e traporta lontano le mongolfiere. Porta in alto in volo gli uccelli ma genera anche bufere di neve. Il vento rivoluziona e passa tra i capelli. Accarezza le cime alte e le spiagge in riva al mare.

Il vento porta lontano il suono delle campane ed i loro messaggio, i semi dei fiori, e i ricordi dei tempi lontani. Poi all’improvviso si placa e ti lascia solo di nuovo.